Nello svolgimento delle sue funzioni l’insegnante si trova al centro di una fitta rete di relazioni: con i singoli alunni, con la classe, con i genitori, con i colleghi, col dirigente scolastico.

All’interno di tali relazioni vengono perseguiti obiettivi a diversi livelli: trasferimento di nozioni, sviluppo della personalità degli alunni, trasmissione di valori, rispetto dei programmi scolastici, etc.

A volte, nel perseguire tali obiettivi, l’insegnante riscontra progressi nella maturazione culturale e umana dei propri alunni e sperimenta soddisfazione per l’efficacia del lavoro svolto.

   

Altre volte incontra difficoltà di vario genere, sulle quali qui ci soffermiamo:

  • •  Con gli alunni: sono divenuti più frequenti che in passato problemi disciplinari da parte di alunni isolati o, a volte, da parte di gruppi, come conseguenza di minore capacità di autocontrollo, minore influenza dell’educazione ricevuta in famiglia, minor rispetto dell’autorità. Nei casi più gravi tali situazioni compromettono l’efficacia della didattica e creano un clima di tensione in classe.
  • •  Con i genitori: in passato era più frequente la collaborazione da parte delle famiglie per rimediare a situazioni critiche, sia di carenza di profitto che di mancanza di disciplina. Oggi, invece, sono spesso proprio le famiglie che si schierano dalla parte dei figli, sostenendone le ragioni in opposizione agli insegnanti.
  • •  Con i colleghi: è poco il tempo per gestire vari problemi comuni, che vanno dalla soluzione dei problemi di apprendimento di alcuni alunni all’atteggiamento da assumere nei confronti dei meno disciplinati, alla gestione di attività extracurricolari. Non è facile perciò coordinarsi con i propri colleghi. Ne fanno le spese soprattutto:
    • -  il docente coordinatore di ogni classe (al quale spettano, in linea di principio, compiti che richiedono, per essere ben assolti, disponibilità di tempo da parte propria e dei colleghi);
    • -  i docenti responsabili di attività trasversali che coinvolgono alunni di più classi;
    • -  coloro che hanno un carattere più sensibile, i quali soffrono degli atteggiamenti dei colleghi che, per risolvere rapidamente alcuni problemi, si impongono sugli altri o semplificano le soluzioni.
  • •  Con la dirigenza: la responsabilità di tutto ricade sul Dirigente Scolastico, che si trova nella necessità di delegare molti compiti a singoli docenti. Non sempre ciò avviene senza tensioni, soprattutto nei casi in cui tale delega non comporta l’esenzione dai compiti dell’insegnamento. Ci si scontra spesso con altre esigenze di tipo personale o familiare, e ciò comporta a volte il rifiuto di un incarico, a volte il compimento minimale dei compiti corrispondenti, a volte un’accondiscendenza poco libera e poco assertiva.  

   

Stiamo organizzando un incontro di presentazione con la partecipazione del dott. Massimo Tucciarelli

il 14 febbraio, dalle ore 11.30 alle ore 13.30Liceo Classico Statale "Umberto I" - Via Filippo Parlatore, 26-28, 90145 Palermo PA

È un’esperienza diffusa che un miglioramento della capacità comunicativa previene l’insorgere di conflitti e ne agevola la soluzione.

Ciò avviene perché la comunicazione in un ambiente di lavoro veicola il tipo di relazione personale che si ha con gli altri. Questa, a sua volta, è strettamente connessa con il senso della propria identità personale: è nella relazione con gli altri che ciascuno si sente riconosciuto nel suo ruolo e apprezzato per come lo svolge.

Perciò le difficoltà nella comunicazione si traducono facilmente in difficoltà nelle relazioni, e queste a loro volta toccano delle corde molto intime della persona.

In positivo, chi migliora la propria capacità comunicativa risolve per ciò stesso una parte consistente delle difficoltà relazionali, e ne ricava di conseguenza una maggiore soddisfazione rispetto a ciò che fa: perché più facilmente si sente stimato e avverte l’importanza di ciò che fa per il bene degli altri.

Da ciò l’utilità di allenarsi nelle competenze comunicative, quali:

  • •  l’ascolto attivo, cioè il rendersi conto di ciò che è importante per gli altri e il porsi in sintonia con loro;
  • •  l’assertività, cioè l’equilibrio fra l’affermare le proprie esigenze e il rispettare quelle degli altri;
  • •  l’uso del feedback (o “comunicazione-io”, come lo chiamava Thomas Gordon);
  • •  l’incisività, cioè la capacità di catturare l’attenzione degli altri e mantenerla desta.

Oltre alle competenze comunicative, per prevenire e risolvere i conflitti e gestire bene la classe l’insegnante trae profitto dall’allenamento su altre competenze, relative all’ottenimento dei risultati; ad esempio:

  • •  la progettualità, cioè la capacità di trasformare i problemi in obiettivi e di identificare i passi necessari per raggiungerli;
  • •  la creatività, cioè la capacità di intuire soluzioni innovative ad un problema che non si risolve nei modi abituali;
  • •  la motivazione, cioè la capacità di coinvolgere gli altri nei propri obiettivi;
  • •  la mediazione, cioè la capacità di trovare soluzioni accettabili per tutti a partire da pretese incompatibili;
  • •  la formazione, cioè la capacità di sviluppare il potenziale di coloro con i quali si collabora e di promuoverne le competenze.

Queste capacità vengono spesso denominate soft skills, cioè abilità “leggère” o “impalbabili”, perché non connesse con comportamenti determinati (come invece le hard skills, che sono le abilità richieste da ogni singola professione), ma piuttosto con criteri e giudizi di valore per la scelta dei comportamenti ottimali fra vari possibili.

Il corso prevede innanzitutto la sensibilizzazione dei partecipanti sulle capacità comunicative e sulle altre soft skills prima menzionate. Ciò viene realizzato esponendo casi ed esempi concreti, allo scopo di chiarire cosa significa un elevato livello di ogni competenza. Verranno anche proposti esercizi, individuali e di gruppo.

Ai partecipanti verrà fornita la possibilità di procedere singolarmente alla autovalutazione delle proprie soft skills. In tal modo ciascuno acquisirà maggiore consapevolezza di quali sono le competenze nelle quali eccelle e di quali sono le proprie aree di miglioramento, sulle quali orientare un allenamento mirato.

Infine, verrà fornita a ciascuno la possibilità di essere seguito in un breve percorso di coaching individuale per lo sviluppo di una o più soft skills che l’interessato considera di particolare interesse. In tal modo ogni partecipante al corso avrà modo di sperimentare e monitorare i propri progressi a partire dalle situazioni che lo hanno motivato a partecipare al corso.

Conoscenze:
Oltre alle competenze comunicative, per prevenire e risolvere i conflitti e gestire bene la classe l’insegnante trae profitto dall’allenamento su altre competenze, relative all’ottenimento dei risultati, ad esempio:
  • la progettualità, cioè la capacità di trasformare i problemi in obiettivi e di identificare i passi necessari per raggiungerli;
  • la creatività, cioè la capacità di intuire soluzioni innovative ad un problema che non si risolve nei modi abituali;
  • la motivazione, cioè la capacità di coinvolgere gli altri nei propri obiettivi;
  • la mediazione, cioè la capacità di trovare soluzioni accettabili per tutti a partire da pretese incompatibili;
  • la formazione, cioè la capacità di sviluppare il potenziale di coloro con i quali si collabora e di promuoverne le competenze.

Competenze:
Saper allenare le competenze comunicative, quali:
  • l’ascolto attivo, cioè il rendersi conto di ciò che è importante per gli altri e il porsi in sintonia con loro;
  • l’assertività, cioè l’equilibrio fra l’affermare le proprie esigenze e il rispettare quelle degli altri;
  • l’uso del feedback (o “comunicazione-io”, come lo chiamava Thomas Gordon);
  • l’incisività, cioè la capacità di catturare l’attenzione degli altri e mantenerla desta.

Abilità:
Essere in grado di utilizzare le soft skills, cioè abilità “leggère” o “impalbabili”, perché non connesse con comportamenti determinati (come invece le hard skills, che sono le abilità richieste da ogni singola professione).

Il formatore è il dott. Massimo Tucciarelli, Professional Certified Coach, con credenziale rilasciata da International Coach Federation, esperto di life coaching e, in particolare, di coaching per lo sviluppo delle soft skills.

 

DATA ORE

13/03/2020

15.30-18.30

20/03/2020

15.30-18.30

27/03/2020

15.30-18.30

31/03/2020

15.30-18.30

03/04/2020

15.30-18.30

07/04/2020

15.30-18.30

 

(opzionale)

Categoria

PREZZO
200,00€
DURATA
25 ore
MODALITÀ
IN SEDE
TERMINE ISCRIZIONE
SEMPRE APERTE
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